2022

“ L’annata 2022 è una campagna multi-cromatica in cui la siccità ha certamente prevalso, ma un terreno come quello vulcanico non ha permesso di svilirne i colori e le perfezioni”

Allegra Selvaggi
IN VIGNA

Gennaio 2022 − Ottobre 2022

Il 2021 finisce con un tramonto dai colori dalle mille sfumature. Ci sono strisce di rosa alternate all’azzurro e verso il golfo iniziano tinte più calde dal giallo al rosso. Il mare è visibile, una tavola colorata dai toni salmone. È così che viene anticipato il meteo nelle prime settimane dell’anno. Giornate nitide, solo quale nuvola circoscritta e bianchissima tinge il cielo. Le temperature sono abbastanza basse ma durano pochi giorni. Già verso la metà del mese, a qualche giorno dall’inizio della potatura, togliamo le giacche mentre siamo in vigna. Quando rientriamo nelle macchine abbassiamo persino i finestrini per il tepore che si è creato nell’abitacolo esposto al sole. Arriva qualche giornata più grigia ma senza portare con sé una goccia di pioggia. Anche l’inizio di febbraio è invaso dal sole e i suoi cieli nitidi sono anche dovuti da alcune giornate ventose che fanno roteare i rami delle mimose già in fiore. Il 25 febbraio ha tutto un colore ed un odore primaverile. L’erba è verde asciutta, quasi giallognola per via della mancanza di acqua nelle settimane precedenti. È anomala questa assenza idrica, quasi non ricordiamo più il profumo della pioggia. E proprio mentre pensavamo di averla dimenticata arriva la mattina del 26 febbraio che piano piano durante l’intera giornata fa cadere fiocchi di neve giganti che rendono tutto il panorama bianco. Quelle mimose ballerine dei giorni precedenti sono ora invece affaticate con i loro rami rivolti all’ingiù colmi di neve. Scende copiosa fino alla sera, non dritta ma arriva di traverso. Il viale di ingresso che costeggia i vigneti sembra una strada con strisce pedonali perché la neve è assente solo dove si impongono i cipressi. Basta un giorno per identificare quella nevicata un’eccezione dell’inverno 2022. 

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La primavera arriva in piena forma e in particolare tutto il suo primo mese continua a regalare giornate assolate e totale assenza di precipitazioni. La natura si sveglia ugualmente, anche in carenza di acqua. Spuntano tra le vigne i colori che ci aspettiamo. Fiori gialli, violetti, qualche rosso terra e un terreno sottostante arido ma che qualche strato più in basso sappiamo che è ricco di acqua. Siamo su un vulcano e le sorgenti continuano a farsi sentire. Il germogliamento della vite arriva in anticipo. Nei primi giorni di aprile le foglie sono ben visibili e ancor prima che finisca il mese i tralci superano i 10 cm di lunghezza. È ora di trattamenti. È siccitoso e l’assenza di umidità ci porta a non eccedere con lo zolfo. Siamo in allerta, come sempre, ma consci di un’annata molto diversa rispetto alla 2021. Arriva qualche perturbazione. Le allerte meteo, specialmente al sud, occupano i primi titoli di giornale. Quella carenza di acqua, quelle temperature elevate, sono sintomo di eventi eccezionali climatici che sappiamo dobbiamo aspettarci. È così che proseguono i mesi di aprile e maggio ma senza toccare eccessivamente la nostra zona esposta a sud ovest.Sono piccoli episodi che aiutano un po’ il terreno ma non creano danni. Entriamo in fioritura, sempre anticipata, con la paura che quelle allerte possano arrivare a Galardi. Tiriamo un sospiro di sollievo quando il canonico tempo passa e le viti non sono state attaccate. Sono sane, certamente il fogliame risulta meno brillante rispetto alle annate con meno stress idrico ma non siamo preoccupati. 

Quelle poche piogge ricevute danno un ingresso a giugno di tutto rispetto. I colori esplodono. Le ortensie che circondano la villa Fontana Galardi sembrano una tavolozza di un pittore e i ciliegi sono visibili anche in lontananza per quei loro punti rossi. Anche questo mese registra qualche piccola precipitazione ma è evidentemente affezionato ai colori tanto da circondare le vigne con un semicerchio multi-cromatico. I trattamenti proseguono e non sono mai interrotti come in alcuni anni dalle persistenti piogge. Anzi, filano dritto. Aggiungiamo quell’estate un biostimolante per aiutare le vigne e ci innamoriamo del suo effetto naturale che ha sulla vegetazione. L’invaiatura inizia a metà luglio e il caldo diventa veramente importante. 
 
È estate e ci torna alla mente il 2003, il 2017, tutte annate in cui era persino difficile addormentarsi la sera. Non torna mai la pioggia. Sono settimane e settimane di siccità. Forse la parola più abusata di questo 2022. La si legge ovunque. Il terreno sotto le vigne è color paglia ma le nostre radici trovano ugualmente una fonte sotto tutte quelle pietre del nostro suolo vulcanico. Dopo un primo diradamento torniamo in vigna a selezionare. Quelle temperature portano abbondanza. I grappoli non sono asciutti, sono una perfetta composizione di acini. Pensiamo che tutto quel sole anticipi la maturazione e invece loro stanno percorrendo una strada di calma e di pazienza. Si prendono il loro tempo. Avremmo scommesso su una vendemmia di settembre e invece come sempre veniamo sorpresi dall’adattamento della natura. 
Dobbiamo attendere il 5 di ottobre per iniziare la raccolta e come tutte le cose che si fanno aspettare portiamo in cantina dei grappoli tra i più belli che la Galardi abbia mai visto.
IN BOTTIGLIA

Febbraio 2025

Il colore del Terra di Lavoro 2022 è impenetrabile 

come ci aspettiamo ma sorprendentemente mostra sull’unghia un color rubino e poco violaceo tipico delle annate assolate. 
 
Al naso si percepisce immediatamente il caldo dell’annata accompagnato da una ciliegia distintiva. Dopo qualche minuto nel bicchiere emergono gli altri sentori che ci aspettiamo come il cuoio e il cioccolato. Lasciamo il vino roteare e strati e strati di note emergono. È certamente un Terra di Lavoro complesso. 
 
Andiamo all’assaggio e ci colpisce quanto sia giovane questa 2022. È la caratteristica delle annate calde. Si conferma la frutta rossa forse tendente ai frutti di bosco. Occorre un nuovo sorso per percepire la nota balsamica e il sentore metallico. La persistenza è lunghissima. Ci aspettiamo un potenziale grande da questo Terra di Lavoro 2022 che deve aspettare ancora un po’ di tempo per trovare il suo equilibrio. Non a caso lo lasceremo in affinamento in bottiglia per qualche mese ancora e questo lo porterà ad essere bilanciato mantenendo una ampia complessità.
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I Papaveri, Claude Monet. 1873.
LA PITTURA

Note Artistiche

“Altri pittori dipingono un ponte, una casa, una barca… Io voglio dipingere l’aria che circonda il ponte, la casa, la barca, la bellezza della luce in cui esistono”.

Lui Claude Monet, il pittore della luce, rievoca questa annata 2022 dominata dal sole e dai colori che esso ha generato. L’impressionismo si dedicava a questo. Agli effetti della luce naturale sul paesaggio. La campagna di Galardi nel 2022 era un dipinto multi-cromatico di cui la siccità aveva dato certamente il suo apporto. Ciò non ha permesso, con un terreno come quello del vulcano di Roccamonfina, di svilirne i suoi colori e le sue perfezioni. I Papaveri di Monet forse rappresenta ciò che più riporta ad una comune giornata di quel 2022. L’attenzione verso un mondo naturale raffigurando noi, esseri umani, a nostro agio nell’incontro con una veduta magnifica. Quei papaveri ricordano i nostri grappoli perfettamente maturati in attesa di essere raccolti. .

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SCHEDA TECNICA
Annata 2022

Vitigni: Aglianico 80%, Piedirosso 20%
Zona di produzione: S.Carlo di Sessa Aurunca
Superficie vitata: 9 ettari
Altitudine delle vigne: circa 500 m. s.l.m.
Sistema di allevamento: Cordone Speronato
Densità delle vigne: 4.500 ceppi per ettaro
Produzione: 5.000 kg. per ettaro
Resa in vino: 60%
Età delle viti in produzione: 22-25 anni 75%, 14-18 anni 20%, 6 anni 5%
Periodo di vendemmia: 35, 11, 12, 14 e 15 ottobre
Sistema di vinificazione: contatto con le bucce per 20 giorni, con
affondamento del cappello più volte al giorno
Fermentazione malolattica: totalmente sviluppata in contenitori di acciaio
Affinamento: 40% in barriques nuove di Allier e Never per 12 mesi
Alcol: 13,5%
Acidità totale: 4,1 gr./litro
PH: 3,78
Estratto secco netto: 32,1 gr./litro
Bottiglie prodotte: 24.500 bordolesi, 250 magnum, 100 doppio magnum