I VINO

Senza tempo.

UN VINO

I VINO

Senza tempo.

Il Terroir.

I vigneti di Galardi sono esposti a sud ovest verso il Golfo di Gaeta e situati a 500 mt slm alle pendici del Vulcano di Roccamonfina.

Il Roccamonfina è un vulcano, attivo tra 630.000 e 50.000 anni fa, ormai spento ma in grado di donare fertilità e abbondanti sali minerali ai terreni che lo circondano. La prima attività vulcanica si caratterizza per l’emissione di lave leucitiche mentre la seconda ed ultima da basalti. Il suolo è ricco di limo e di argilla e la sua composizione rocciosa rappresenta un perfetto veicolo per le sorgenti nate dalle formazioni vulcaniche.

L’esposizione verso il mare apporta una costante corrente fresca che sostiene la viticultura in particolare nelle stagioni e annualità più piovose.

L’ambiente circostante è ricco di biodiversità: uliveti, alberi da frutto, colture spontanee e principalmente boschi di castagni che conferiscono importanti nutrienti al suolo rendendolo particolarmente fertile e creando una condizione favorevole per l’ecosistema.

Se i benefici del terroir per la produzione di vino sono lampanti, da un lato per la presenza di acqua e di minerali e dall’altro per una costante aria condizionata naturale, le annate di pioggia o di caldo vengono trattate differentemente in azienda.
L’attenzione alle vigne è massima e l’ascolto del clima è fondamentale. Le annate calde ci portano a sfogliare di meno, a selezionare di più in prossimità della vendemmia quando i grappoli sono eccessivamente concentrati. Nei periodi di pioggia invece il lavoro si intensifica nella pulizia delle vigne, nella selezione in potatura verde e con un occhio sempre rivolto al pericolo derivante dall’umidità.

Dalla potatura sino alla vendemmia il nostro ruolo è quello di preservare la qualità delle uve che porteremo in cantina. Per raggiungere questo obiettivo la selezione dei grappoli è una fase fondamentale; lasciamo 1 grappolo per vite; 4-6 grappoli per pianta.

L’allevamento utilizzato nelle vigne a Galardi è il Cordone Speronato. Adottiamo pratiche di inerbimento e di sovescio cercando ci mantenere costantemente fertile un terreno già ricco di minerali. Non irrighiamo grazie alla presenza delle sorgenti nel sottosuolo e seguiamo i dettami dell’agricoltura biologica in vigna preservando anche le colture circostanti.

La cantina per noi rappresenta il luogo dove il vino riposa, dove è custodito. Le pratiche enologiche non sono invasive. In vinificazione lasciamo il vino a contatto con le bucce per circa 20 giorni con affondamento del cappello due volte al giorno. Terminata la fermentazione alcolica si sviluppa la malolattica in acciaio che di anno in anno può variare nei suoi tempi.

L’affinamento in finale dura all’incirca dodici mesi e avviene in barriques di rovere francese per un 40% nuove ed il restante di secondo e terzo passaggio.
Al momento dell’imbottigliamento le bottiglie vengono disposte verticalmente al fine di permettere al vino di stabilizzarsi. La cantina diventa così una sorta di caserma con le bordolesi sull’attenti, pronte per essere riposte. Non è ancora tempo dell’assaggio, il Terra di Lavoro deve ancora affinarsi e lo lasciamo in bottiglia per altri diciotto mesi.

Affiancano le bordolesi una piccola selezione di grandi formati composta da magnum e doppi magnum numerati a mano.

Il colore del Terra di Lavoro si definisce impenetrabile. È di un rosso rubino che cambia leggermente a seconda dell’annata. Quelle più calde mostrano note di granato mentre quelle piovose tonalità di violetto.

È percepibile all’olfatto e al gusto la differenza del clima vissuto dal Terra di Lavoro. Spiccano note di frutta nera per le annate assolate in attesa che il vino si apra nel bicchiere per sprigionare gli strati vulcanici come le note balsamiche. Prevalgono invece già gli aromi del vulcano nelle annate fredde e piovose. Grafite, sentori metallici e cuoio sono immediati. Arrivano anche note di eucalipto e liquirizia.

Morbidezza, eleganza ed equilibrio caratterizzano il Terra di Lavoro che ha vissuto precipitazioni e basse temperature. Lunga persistenza e tannini presenti denotano invece il calore dell’annata.

Nonostante le influenze climatiche il primo sorso del Terra di Lavoro è identitario. I suoi tannini sono morbidi e lasciano un senso di freschezza seppure sempre un grande avvolgimento gustativo.

Il Terra di Lavoro ha lunghi anni davanti a sé e all’assaggio dopo diverso tempo si sprigionano tutte le note del territorio, come se quella bottiglia fosse stata custode della memoria di quei luoghi dove le vendemmie sono avvenute, circondate dall’odore del sottobosco, di castagne, di olive cadute a terra e di natura nella sua massima espressione.

RACCONTO DELLE ANNATE

Terra di Lavoro

ORDINA DALLA CANTINA
2022

“ Altri pittori dipingono un ponte, una casa, una barca… Io voglio dipingere l’aria che circonda il ponte, la casa, la barca, la bellezza della luce in cui esistono.”

Cloude Monet, I papaveri.

RACCONTO DELL'ANNATA
2021

“ Love comes out of nowhere, baby, just like a hurricane
And it feels like rain and it feels like rain.”

Buddy Guy, Feels like rain.

RACCONTO DELL'ANNATA
2020

“ Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.”

Dante, V Canto dell’Inferno

RACCONTO DELL'ANNATA
2019

“ La quiete dell’annata 2019, la totale calma di quei giorni e di quelle notti, l’assenza di elementi surreali, eppure veri di questi decenni di cambiamenti climatici ci riportano a un quadro di Magritte, L’Empire des lumières.”

RACCONTO DELL'ANNATA
2018

“ Non accade nulla. Nessuno arriva, nessuno se ne va. È terribile! ”

Samuel Beckett, Aspettando Godot

RACCONTO DELL'ANNATA