2021

“ Un’annata che pensavamo avesse un solo obiettivo, sconfiggere l’umidità dovuta ad un clima senza eccessi. E dopo averla vinta, ci hanno colto invece di sorpresa le piogge di fine estate affaticando il lavoro di selezione in vendemmia. Il risultato? Poca quantità ma uve all’altezza del nome che portano ”

Allegra Selvaggi
IN VIGNA

Gennaio 2021 − Ottobre 2021

Non è stato il clima che ci aspettiamo da queste parti ma, tutto sommato, non abbiamo avuto neanche i fenomeni atmosferici dettati dai cambiamenti climatici degli ultimi anni. Quindi, perché lamentarsi? Nei primi giorni di gennaio, all’inizio della potatura, le temperature segnavano valori intorno ai 3 gradi e i cruscotti delle macchine allertavano tempo di neve con il segnale del cristallo. Davanti a noi, in vigna, uno spettacolo mozzafiato. Le montagne innevate e la vallata immersa nella nebbia. Noi in una terra di mezzo, dove l’umidità si sentiva nelle ossa. Quel freddo non era da neve, e lo sapevamo. Bastarono alcune giornate per farci togliere giacconi e cappelli e proseguire la potatura. Era già arrivato un tepore atipico per quei mesi, ma nulla di allarmante. La sola sentinella restava l’umidità. Le giornate di sole ci consentirono persino di organizzare un pranzo all’aperto, di fronte alla cantina. Carne alla griglia, qualche bicchiere di vino; qualcuno azzardava anche un abbigliamento in maglietta.

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Prosegue il mese di febbraio e il cielo ci regala tramonti che colorano di arancione ogni albero all’orizzonte. La potatura sta per terminare e il suono tipico dei tralci tra le corde dei filari è meno affaticato rispetto alle annate fredde e di tormenta. Quasi musicale. Qualche giorno di nevischio interrompe le operazioni in vigna, ma subito dopo riprendiamo a lavorare senza alcun segno di questo passaggio. Fortunatamente, nessuna gelata.

L’anticipo della fioritura della mimosa dimostra un atipico caldo nel mese di febbraio, seguito invece da un tipico clima pazzo di marzo. Un’alternanza di nebbia e sole intenso, piogge e cieli tersi. Siamo ad inizio aprile e la primavera è scoppiata. L’albero di Giuda è tutto in fiore e il germogliamento delle viti è già visibile. Sappiamo già cosa ci aspetta e contiamo i giorni per iniziare i trattamenti. L’umidità è il nemico di questo 2021 e sappiamo che solo lo zolfo può venirci in aiuto. Entriamo in vigna consapevoli di lottare contro l’oidio. Neppure qualche pioggia ci viene in aiuto per lavare le foglie. 

Non c’è un netto distacco tra la primavera e l’estate. Le temperature non sono eccessivamente alte e verso la fine di giugno, mentre procediamo con la scacchiatura, tiriamo un sospiro di sollievo perché siamo riusciti a scampare alle malattie. Sfogliamo, selezioniamo, ma non troppo. Un’annata così non carica eccessivamente le piante e rende tutto abbastanza ordinato in vigna. La pulizia tra i filari è meno intensa delle annate assolate e di pioggia. È tutto “poco”. Nelle prime settimane di agosto terminiamo il lavoro in attesa del diradamento che, già sappiamo, non sarà intenso.
 
Ci concediamo una pausa consapevoli che il lavoro svolto ci darà i giusti frutti. I giusti frutti di un’annata non perfetta, ma lavorata sempre nel migliore dei modi possibili secondo quel che il clima ci impone. Guardiamo già alla vendemmia. Ci vorrà un po’ di tempo per la maturazione delle uve: il caldo non è elevato e immaginiamo una vendemmia verso la metà di ottobre. Il clima è la sola variabile che non controlliamo e inaspettatamente può cambiare, senza grandi avvisaglie. Arrivano, infatti, le piogge. Agosto e settembre i mesi più difficili. Sciocchi noi ad aver troppo apprezzato quel tepore atipico di inizio anno. La maturazione rallenta e con difficoltà portiamo le uve a 24°bx.
 
Vendemmiamo il 30 settembre e nei primi tre giorni di ottobre, pochi giorni di tregua dalla pioggia, prima che arrivi un nuovo temporale. Non è un’annata perfetta, ma non è la prima così. Fino alla 2019 eravamo abituati a due grandi tipi di clima, annate calde e annate piovose.
 
La 2021 invece somiglia alla 2019, un’assenza di fenomeni dirompenti durante tutto l’anno: né caldo eccessivo, né freddo paralizzante. Una quiete che ci ha insegnato a non abbassare mai la guardia. Ci adatteremo anche a questo cambio di rotta, ascoltando sempre ciò che la vigna richiede per portare, anche in minori quantità, le migliori uve per la produzione del Terra di Lavoro. Il finale del 2021 è stato amaro, ed effettivamente non troveremo le note fruttate che caratterizzano il vino delle annate assolate. Ci aspettiamo un Terra di Lavoro 2021 già ordinato, equilibrato, bilanciato, proprio come i suoi grappoli in vigna. Di grande freschezza e buona acidità. Ma possiamo solo aspettare che l’affinamento faccia la sua parte.
IN BOTTIGLIA

Giugno 2023

In degustazione l’annata 2021, così come la 2019, si presenta bilanciata ed equilibrata rispecchiando l’andamento climatico dell’annata.

Nel bicchiere il colore è quello tipico del Terra di Lavoro. Impenetrabile, rubino, brillante e con alcuni toni violacei sull’unghia.
 
Non emergono al naso, come ci aspettiamo nelle annate calde, le note di frutta nera ma immediate e senza strati note di liquirizia ed eucalipto, cuoio e pepe nero.
 
All’assaggio si conferma il suo equilibrio. Racconta nel sorso una grande eleganza confermata dalla morbidezza dei tannini. Rimane la complessità e la persistenza. Il retrogusto è minerale, tipico delle annate poco assolate. Si confermano le note balsamiche e la grafite, il marchio distintivo della terra vulcanica.
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Feels like rain, Buddy Guy (feat. Bonnie Raitt). 1993.
LA MUSICA

Note Artistiche

Tutto l’andamento della 2021 ricorda il Valzer dei Fiori di Tchaikovsky, con un tempo di Valse che inizia Adagio e si conclude molto più vivace. Tuttavia, il clima del 2021 ci ricorda più l’importanza dei sentimenti, della fiducia, e ci riporta al brano di Buddy Guy, Feels like rain. Anche in un momento burrascoso dobbiamo sempre sapere che lui, il clima, è nostro alleato.


“Love comes out of nowhere, baby, just like a hurricane
And it feels like rain and it feels like rain.”

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SCHEDA TECNICA
Annata 2021

Vitigni: Aglianico 80%, Piedirosso 20%
Zona di produzione: S.Carlo di Sessa Aurunca
Superficie vitata: 9 ettari
Altitudine delle vigne: circa 500 m. s.l.m.
Sistema di allevamento: Cordone Speronato
Densità delle vigne: 4.500 ceppi per ettaro
Produzione: 5.000 kg. per ettaro
Resa in vino: 60%
Età delle viti in produzione: 21-24 anni 75%, 13-17 anni 20%, 5 anni 5%
Periodo di vendemmia: 30 settembre, 01, 02 e 04 ottobre
Sistema di vinificazione: contatto con le bucce per 20 giorni, con
affondamento del cappello più volte al giorno
Fermentazione malolattica: totalmente sviluppata in contenitori di acciaio
Affinamento: 40% in barriques nuove di Allier e Never per 12 mesi
Alcol: 14,5%
Acidità totale: 5,08 gr./litro
PH: 3,90
Estratto secco netto: 34,4 gr./litro
Bottiglie prodotte: 12.000 bordolesi, 250 magnum, 100 doppio magnum