2019

“ La 2019 parla di eleganza, di quiete, di equilibrio. Rappresenta una Terra di Lavoro non affaticata dalle inaspettate perturbazioni atmosferiche, anzi è leggiadra e conferisce calma vivendola ”

Allegra Selvaggi
IN VIGNA

Gennaio 2019 − Ottobre 2019

Il 2019 inizia con una nevicata breve che colora di bianco le vigne. Attecchisce ma dopo poco è già sparita. Nei primi giorni dell’anno le temperature scendono sotto lo zero e l’umidità è elevata peggiorando la nostra sensazione di freddo. Prima di iniziare la potatura procediamo a imbottigliare una parte del 2017 lasciato indietro. Fortunatamente in quella giornata il tempo ci è venuto incontro, portandoci almeno un po’ di sole. Il mese prosegue abbastanza umido e con temperature che non superano i dieci gradi. È un freddo tutto sommato atteso in questi mesi qui a Galardi. Iniziamo la potatura nella seconda settimana di gennaio e veniamo avvolti dalla nebbia, segno distintivo dell’umidità che tocca il 90%.

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Arriva il mese di febbraio e scampiamo alle gelate. Le temperature si alzano leggermente, l’umidità si riduce, il sole riscalda le vigne e noi in campo a lavorare. Ad eccezione della nevicata di inizio anno nulla sembra essere eccessivo, umidità a parte, e sappiamo di doverla tenere sotto controllo. Mentre potiamo si sentono scricchiolare le foglie secche sotto le nostre scarpe e questo ci dice che il terreno non sta soffrendo; aiutano evidentemente il sole e il forte vento proveniente dal mare. Di fronte a noi le montagne non sono più innevate ed il colore dell’erba è di un verde brillante. 
 
Nessun eccesso, non è troppo freddo, troppo caldo, troppo umido o troppo secco. Dopo la 2018 ci aspettavamo già il caldo e invece questa annata ci sorprende già dai suoi esordi. Rimane una bella escursione termica toccando pochi gradi di notte e una media di 15 gradi di giorno. Le piogge sono al momento assenti salvo qualche eccezione tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Guardiamo al mese di marzo un po’ in allerta perché la calma climatica è percepibile. Terminiamo la potatura in anticipo e nel mese di marzo siamo già in vigna a sostituire i pali più vecchi e a stringere le corde dei filari. 
 
Anche in questo mese non si vedono piogge. Le giornate passano serene ed è come se ci aspettassimo qualcosa da un momento all’altro. Questo era il turno del caldo. Sono ormai diversi anni che siamo abituati a vivere l’alternanza sole pioggia. Ma per il momento le temperature sono modeste e la pioggia è assente.
 
Il verde dei prati sotto le vigne inizia a tingersi di puntini gialli. È il momento di alcune fioriture. D’altronde siamo alle porte della primavera. Anche le nostre gemme iniziano ad ingrandirsi e mostrano le prime foglie dalle venature marcate e i colori unici verso la metà del mese di aprile. Il germogliamento è leggermente in anticipo ma nulla di sorprendente. È tutto sano intorno a noi. I fiorellini gialli ora sono accompagnati dalle malve rendendo i colori in vigna eleganti. L’albero di Giuda davanti alla cantina è così vigoroso quest’anno che qualcuno se ne porta a casa un ramoscello. Iniziamo nel mese di maggio i trattamenti.
 
Nessuna grande avvisaglia, quindi optiamo per poche quantità di rame e di zolfo. In vigna, nel frattempo, abbiamo iniziato anche la scacchiatura. Non c’è caldo e non c’è freddo. Qualche pioggia accelera l’evoluzione vegetativa e con un tasso di umidità poco più alto decidiamo di aumentare leggermente lo zolfo. Per l’estate bisognerà aspettare il 9 giugno, giorno in cui in un lampo il tepore viene sostituito dal calore. Tutto esplode ma nei tempi giusti. Non è un caldo anomalo, solo il corretto livello estivo. Ci armiamo di decespugliatori per lasciare pulizia in vigna.
 
Al momento della selezione ci rendiamo conto che, come l’annata, anche le vigne non sono né cariche né scariche. I grappoli sono composti, quasi selezionati naturalmente. Le temperature si assestano durante l’estate. L’umidità torna ad essere un po’ alta ma anche quest’anno abbiamo superato le malattie. Continuiamo i nostri trattamenti e la pulizia delle vigne anche se la vegetazione cresce modestamente.
 
La somma di temperature costanti, qualche pioggia e il vento che asciuga le foglie garantiscono una crescente maturazione dell’uva. Né anticipata, né posticipata. Quel senso di calma è rimasto sin dalla potatura e nessun effetto climatico sembra aver toccato il 2019. Portiamo le uve a inizio ottobre quasi ai brix desiderati. Un piccolo abbassamento delle temperature e qualche pioggia rallentano la maturazione, ma senza arrecare danni ai grappoli.
 
Finalmente vendemmiamo, nella seconda settimana di ottobre: ci saremmo aspettati un piccolo anticipo ma questo è stato il solo e unico momento inatteso dell’annata 2019. Eleganza ed equilibrio sono ciò che ci aspettiamo di trovare in bottiglia tra due anni.
IN BOTTIGLIA

Giugno 2021

Aspettavamo un Terra di Lavoro 2019 così, che si distingue per il suo equilibrio immediato e per la sua eleganza. È avvolgente e morbido con dei tannini soffici che fanno chiedere solo di proseguire nella degustazione.

Il vino scende scuro nel bicchiere. È solo sull’unghia in trasparenza che ci mostra il Terra di Lavoro nella sua fase di prima gioventù con delle tonalità di rubino cangiante fino al violetto.
 
L’eleganza arriva anche al naso. Sono soffici i sentori di violetta, di note balsamiche di eucalipto e liquirizia. Polveri speziate di cardamomo e pepe bianco. Non totalmente assenti i sentori di frutta nera ma non spiccati come nelle annate calde.
 
Il sorso è elegante, pieno, complesso e come sempre lunghissimo. All’assaggio si conferma il suo equilibrio. È dritto il Terra di Lavoro 2019. Racconta nel sorso una grande eleganza confermata dalla morbidezza dei tannini. Il retrogusto conferma i profumi, ma la trama si infittisce con sensazioni di agrumi e infiltrazioni erbacee sul caratteristico finale minerale.
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L’Empire des lumières, Magritte. 1953.
Peggy Guggenheim Collection

LA PITTURA

Note Artistiche

Tutta la quiete dell’annata 2019, la totale calma di quei giorni e di quelle notti, l’assenza di elementi surreali, eppure veri in questi decenni di cambiamenti climatici ci riportano ad un quadro di Magritte, L’Empire des lumières

In questo dipinto sembra che il tempo si sia fermato,
cristallizzato, quasi come se non avesse un tempo suo.
Convivono notte e giorno rappresentando una contraddizione, un mistero, ma attraverso un’idea elegante come l’immagine di un paesaggio, di una strada illuminata da un lampione, di una villetta e di un cielo azzurro colmo di perfette nuvole bianche.

La 2019 per noi rappresenta esattamente questo. Un cambio di rotta rispetto al passato. Una lotta tacita verso i cambiamenti climatici, azzerandoli per un istante durato un anno.

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SCHEDA TECNICA
Annata 2019

Vitigni: Aglianico 80%, Piedirosso 20%
Zona di produzione: S.Carlo di Sessa Aurunca
Superficie vitata: 9 ettari
Altitudine delle vigne: circa 500 m. s.l.m.
Sistema di allevamento: Cordone Speronato
Densità delle vigne: 4.500 ceppi per ettaro
Produzione: 5.000 kg. per ettaro
Resa in vino: 60%
Età delle viti in produzione: 219-22 anni 75%, 11-15 anni 20%, 3 anni 5%
Periodo di vendemmia: 10, 11 e 17 ottobre
Sistema di vinificazione: contatto con le bucce per 20 giorni, con
affondamento del cappello più volte al giorno
Fermentazione malolattica: totalmente sviluppata in contenitori di acciaio
Affinamento: 40% in barriques nuove di Allier e Never per 12 mesi
Alcol: 14%
Acidità totale: 5,29 gr./litro
PH: 3,70
Estratto secco netto: 32,10gr./litro
Bottiglie prodotte: 20.000 bordolesi, 100 magnum, 50 doppio magnum