Il mese di febbraio non ci facilita il lavoro. Tocchiamo spesso durante la notte temperature sotto lo zero e le piogge non ci permettono di lavorare. La paura per le gelate è giornaliera. Siamo invasi da un vento gelido siberiano e la neve inizia ad arrivare ovunque sulla regione. La storia si ripete a marzo, qualche giornata più calda ci rasserena, ma siamo costretti a fermarci in vigna più volte. Quando iniziamo a lavorare, la mattina, la nostra speranza è massima, ma bastano poche ore per farci riparare sotto un albero in attesa che le precipitazioni finiscano. Intorno a noi la Campania è imbiancata, la neve raggiunge diverse zone collinari ma non arriva a Galardi. Siamo avvolti da raffiche di vento che ci fanno ben sperare per la lotta contro l’umidità e le malattie che porta. Della primavera, neanche un accenno. Guardiamo alle prime piante che, solitamente, fioriscono, sperando di vederle finalmente colorarsi, ma non accade. Tiriamo sospiri e ricominciamo a entrare e uscire dalla vigna, incessantemente. Se il clima dovesse restare così sappiamo che sarà difficile portare a termine i trattamenti e soprattutto avremo tanto da selezionare.
Aprile e maggio ci regalano un po’ di tregua. Il cielo è sempre terso, è raro trovare giornate nitide e assolate ma la pioggia si riduce e riusciamo ad iniziare la scacchiatura e terminarla alle porte di giugno. Siamo sempre sul trattore per trinciare e fresare tra i filari. Ci dividiamo in squadre, alcuni si occupano dell’erba che cresce alta in tempi rapidissimi, altri di sfogliare. I bollettini meteo ci svegliano al mattino con titoli allarmanti. Allerta meteo, previsioni di temporali, grandine, parola che non nominiamo mai durante l’anno di lavoro. Sembra che l’estate non arrivi mai e invece un piccolo accenno sembra affacciarsi, ai primi giorni di luglio. Una brevissima settimana di caldo ed afa, che vengono subito rimpiazzati da un abbassamento delle temperature. Iniziano così due mesi di fenomeni estremi. Nel mese di luglio e agosto riduciamo solitamente i livelli di zolfo per le temperature alte, ma nel 2018 non è necessario. Occorre far fronte all’umidità, anche se fortunatamente siamo accompagnati da un forte vento che viene dal Golfo. Ci rallegriamo per le giornate nuvolose con assenza di piogge. Il sole diventa un miraggio. C’è ugualmente una buona escursione termica, che ci aiuta nella corretta maturazione dell’uva. Iniziamo a fare un primo diradamento per via delle complicazioni climatiche che hanno danneggiato qualche grappolo.
Il lavoro è intenso nel 2018, non ci fermiamo mai. Torniamo a diradare ad agosto. Selezione estrema. Piccolissime quantità. Cerchiamo di salvaguardare ciò che troviamo sano sulla pianta. Le temperature calano. Persino questo mese diventa incerto giornalmente. Iniziamo a settembre a controllare le gradazioni dei grappoli ma siamo lontani dai brix desiderati. Sarà difficile aspettare con la paura dietro l’angolo di forte piogge e possibile grandinate, che potrebbero ridurre ancor di più quanto rimasto in vigna. Il mese di settembre ci lascia con il fiato sospeso.
Non c’è tregua, e la Campania, come gran parte dell’Italia sembra in balia di una perturbazione inarrestabile che ferma un paese e preannuncia giornalmente allerte meteo e avvisi pubblici. Raffiche di vento, abbassamento delle temperature, blocchi nel trasporto navale per mare mosso, cartelli autostradali che crollano.
Decisamente un anno caratterizzato dalla pioggia e dalle inattese perturbazioni climatiche. Iniziamo a vendemmiare, i primi giorni di ottobre. Iniziamo il 3, ma già il 4 dobbiamo desistere. Arrivano finalmente due giornate di sole e terminiamo la raccolta. Portiamo in cantina quantitativi molto bassi rispetto all’anno precedente, ma sappiamo che la selezione fatta più volte nell’anno ci ricompenserà per la qualità che ci aspettiamo. Siamo fuori dalla cantina, l’ultimo giorno, sotto un bellissimo cielo azzurro, quasi a comunicarci che nonostante le immense difficoltà dell’annata dobbiamo essere sereni per ciò che ci regalerà il Terra di Lavoro 2018.